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STUDIO FERRARI nasce nell'anno 2002, per volontà del suo fondatore, il Ragioniere Alberto Ferrari, con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento nell'ambito dell'amministrazione condominiale e immobiliare.

Fin dagli esordi, lo Studio si è caratterizzato per una forte propensione all'informatizzazione e alla cura del cliente nella consapevolezza che la gestione degli immobili deve essere affrontata con un modello strutturato ed organizzato.


Negli anni successivi lo Studio inizia un graduale processo di avvicinamento alla propria clientela acquisendo piattaforme tecniche capaci di garantire al responsabile e ai collaboratori di tenere sempre monitorate le attività dei fornitori impegnati nelle manutenzioni, le richieste di tutti gli utenti e la consultazione di database aggiornati.

Oggi lo Studio è in grado di offrire un servizio clienti 24 ore su 24, un sito internet condominiale, rendiconti mensili e documenti sempre disponibili.
Il condomino, accedendo ad un sito online semplice ed intuitivo, ha la possibilità di scaricare autonomamente certificazioni, rendiconti, verbali di assemblee, bilanci, tutto in pochi secondi.


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IL CANCELLO AUTOMATICO

Articolo scritto da: Albertof

In data: Giovedì 17 Aprile 2014

Nei condomini, come in qualsiasi altro edificio pubblico o privato è frequente la presenza di cancelli motorizzati. La loro movimentazione avviene tramite comando a chiave o comando a distanza. Quelli automatici, dunque, sono considerati macchine a tutti gli effetti, quindi soggette alla Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Tale Direttiva definisce le normative di riferimento e le caratteristiche costruttive e di sicurezza di qualsiasi macchina prodotta e prevede, al termine dei lavori, il rilascio di un "fascicolo tecnico" che il proprietario (o l'amministratore di condominio quale responsabile), dovrà conservare per almeno dieci anni.

I criteri per valutare i rischi di un'automazione e le metodologie per salvaguardare dagli stessi, sono contenuti nelle norme EN 12445 e EN 12453.

Le norme UNI EN 12445 e UNI EN 12453 regolamentano la progettazione ed installazione dei cancelli motorizzati. Se la cancellata è composta con luci libere, ad esempio, bisogna installareuna rete a protezione costituita da griglie o traforati metallici, con aperture che no consentano attraversamento di sfera del diametro di 2,50 cm. E' opportuno che le ante non siano di materiale trasparente; è d'obbligo che le ruote di scorrimento delle ante, siano protette dal deragliamento dalla guida. La ditta produttrice/installatrice, deve fornire la dichiarazione CE di conformità alla Direttiva Macchine e le marcature di identificazione, che l'amministratore è tenuto a verificare: deve controllare, infatti, il numero di fabbricazione, il fornitore, l'anno di costruzione, la massa delle ante in Kg.

Esistono, infatti, alcuni pericoli tipici associabili all'utilizzo del cancello e agli stessi utenti finali. Poiché la movimentazione del cancello, sia esso scorrevole o a battente, è diretta  conseguenza dell'azione di traino o di spinta della persona, il rischio di schiacciamento o di cesoiamento è legato quasi esclusivamente a distrazione o imperizia dell'utente.

Il pericolo più importante deriva dalla possibilità di fuoriuscita del cancello dalla guida di scorrimento o della caduta dello stesso, con conseguente investimento della persona.In questi casi si possono verificare lesioni da schiacciamento più o meno gravi in relazione sia alla pesantezza del cancello sia alla robustezza o fragilità della persona. Tali pericoli sono eliminabili, a meno di eventi particolari, adottando semplici precauzioni (per i cancelli scorrevoli deve essere installato un fermo meccanico di fine corsa sulla guida di scorrimento, per i cancelli a battente devono essere installati fermi meccanici sia di chiusura che di apertura delle ante del cancello).

E' indubbiamente fondamentale che queste poche precauzioni vengano garantite per un funzionamento in piena sicurezza del cancello, sia nel suo regolare esercizio che nella fase di installazione e manutenzione. E' inoltre necessario che anche la posa in opera sia eseguita nel pieno rispetto delle norme tecniche e a "regola d'arte" e sia, inoltre, stilato un piano di manutenzione cadenzato che possa garantire la piena efficienza e la sicurezza d'uso nel tempo.

Spesso, infatti, a causa della cattiva o scarsa (a volte addirittura assente) manutenzione, i criteri di valutazione e protezione dai rischi aumentano, con conseguente aumento di malfunzionamenti e incidenti. In base quanto stabilito dalla normativa europea, gli interventi manutentivi dovrebbero essere obbligatori e a cadenza periodica con relativa certificazione di effettivo intervento da riportare in un apposito libretto di manutenzione redatto dall'installatore in accordo con il proprietario o amministratore condominiale. Sul libretto vanno annotati i vari controlli effettuati, con relative date e descrzione degli eventuali interventi effettuati per mantenere in piena efficienza i livelli di sicurezza e l'automazione della macchina.

Purtroppo al momento non esiste una legge che preveda la manutenzione obbligatoria delle chiusure automatizzate; in tal modo, la manutenzione viene effettuata solo su richiesta del cliente, il quale si assume la responsabilità della mancata attuazione del piano di manutenzione previsto dall'installatore al momento dell'assemblaggio della macchina.